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L'anello della Madonna dell'Agostina

L’ANELLO DELLA MADONNA DELL’AGOSTINA
natura e storia fra valli e boschi

Da vedere: Il Santuario Madonna dell’Agostina da cui si gode uno splendido panorama; nei pressi si possono osservare fenomeni carsici come la piccola grotta e le doline di Pian di Balè. L’inghiottitoio di Campastrino che è una delle più interessanti formazioni carsiche del territorio: la sua dimensione è, infatti, notevole sia per ampiezza che per profondità. Piana Bracconcella, un’interessantissima area carsica che per buona parte dell’anno rimane invasa dall’acqua: ospita pertanto numerose specie igrofile, sia arboree che erbacee, in un contesto del tutto unico per la Provincia.
Quaratica, un antico paese di origini medioevali con il suo caratteristico vicolo protetto da case continue e da affascinanti volte, presso cui si sta allestendo il Centro di ricerca sulla fauna troglobia e di Educazione ambientale ricavato dai locali della antica Scuola Elementare. Nei pressi del paese si segnala un bel bosco dominato dal castagno. Il Fosso di Quaratica dove si può scendere sia per accedere all’altro percorso proposto ma anche per accedere alla grotta di Quaratica che è una profonda cavità, visitabile solo da esperti speleologi e che rappresenta un importante habitat per specie troglobie tra le quali spicca il geotritone.

Da sapere: Il percorso attraversa aree ricche di valori naturalistici. Tra la flora si segnalano molte specie rare o protette come la digitale l’Hypericum androsaemum, la dafne Dafne laureola, la Gentiana ciliata, il giglio Lilium bulbiferum croceum e una specie particolare di pungitopo Ruscus hypoglossum. Tra gli animali, è presente la farfalla Euplagia quadripuntaria, specie ritenuta d’interesse prioritario per la direttiva europea 92/43. Questa farfalla infatti indica la presenza di boschi in buono stato di conservazione e in particolare del castagneto. Il castagneto, che nel passato ha giocato un ruolo primario per la cultura e la sopravvivenza dell’uomo, oggi è diventato una vera risorsa per la biodiversità, creando habitat indispensabili per la vita di numerose specie vegetali e animali. In prossimità della Bracconcella è stata segnalata la presenza dell’Ululone dal ventre giallo (Bombina pachypus, un anfibio anuro particolarmente protetto) e di numerosi altri anfibi. L’ululone deve il suo nome al suo particolare canto e alla sua colorazione ventrale gialla-nera (o arancio-nera), che mostra ai predatori solo quando si trova in difficoltà: questa colorazione, come anche quella rosso-nera o bianco-nera, è tipica di specie velenose o disgustose che i predatori hanno imparato a evitare. Per lo stesso motivo, anche l’Euplagia  mostra i suoi colori quando è disturbata. L’ululone è una specie molto rara in Liguria: si ritrova in pozze calme ed assolate di poche località della provincia spezzina ed in qualche sito ricadente nella parte orientale della provincia di Genova. Sta estinguendosi per la scomparsa dei suoi habitat i quali sono strettamente legati a forme agro-silvo pastorali tradizionali che vengono ormai abbandonate.

L’itinerario
Il percorso parte da Riccò del Golfo lungo la strada per Valdipino, salendo poi sulla sinistra verso la Madonna dell’Agostina, si prosegue dritti verso Quaratica da dove si scende lungo un antico selciato che, giunto due volte sulla strada, devia a destra arrivando alla frazione di San Benedetto dove si può visitare (dall’esterno) l’inghiottitoio di Campastrino. Da questo punto è possibile rientrare in autobus o proseguire a sinistra lungo la tranquilla strada che costeggia in alto i prati di Caresana; in una mezz’ora si raggiunge l’abitato di Caresana vecchia e quindi il punto di partenza.

23/06/2008
 
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