STUDIO DELLE CARATTERISTICHE AMBIENTALI DEL BACINO DEL MAGRA-VARA, FINALIZZATO ALLA REINTRODUZIONE DELLO STORIONE EUROPEO (ACIPENSER STURIO L. 1758):
Berni Paolo, Durante Mauro, Landini Walter, Megale Pier Gino, Castori Carlo, Poletti Alessandro, Varrella Paolo
Lo studio rappresenta una valutazione preliminare, sulla base della bibliografia disponibile e delle condizioni attuali del bacino del Vara e della zona estuariale del Magra, al fine di verificare la possibilità o meno di avviare una progettazione concernente, l’intervento di reintroduzione di una o più specie ittiche, di interesse commerciale, sia per incentivare la pesca amatoriale, sia per avviare un concreto ripristino della pesca professionale, finalizzata al rilancio dell’uso dei pesci di acqua dolce nel consumo dei prodotti di nicchia del territorio compreso tra il sud della Liguria e il nord della Toscana.
Cogliendo l ’occasione del programma europeo finalizzato al sostegno dello studio per la riproduzione assistita dell ’Acipenser sturio L. 1758, finalizzato all ’incremento della disponibilità di materiale biologico da destinare al ripopolamento, ci sembra opportuno proporre un lavoro di base a supporto di un programma di reintroduzione nel fiume Magra/Vara. Infatti le condizioni idrauliche e biologiche del bacino e più in particolare nella zona di transizione prossimo alla foce del fiume Magra, si prestano bene ad accogliere di nuovo lo storione Europeo. Il programma di reintroduzione andrebbe a coronare una serie di sforzi e azioni promosse da diversi Enti e soprattutto dal parco fluviale di Montemarcello Magra che hanno promosso, ormai da diversi anni, un programma di interventi per il recupero e il controllo ambientale e finalmente, grazie a questi interventi è stato possibile disporre di un ambiente idoneo alla reintroduzione. Inoltre lo sturio risulta elencato nell’ambito delle specie di interesse Comunitario dalla Direttiva comunitaria “Habitat”, e la necessità di prevedere la sua conservazione in particolari aree disegnate, offre l’opportunità di recuperare dei prodotti di nicchia derivanti da specie di pregio come lo storione, la tinca, il luccio, il persico, ecc. frutto della vecchia professione della pesca di acqua dolce. L ’area umida interessata direttamente ad accogliere lo storione è potenzialmente circa 50 Ha e comprende l ’ultimo tatto del fiume Magra per una distanza di circa 5 km a partire dalla foce. In questa zona si avrebbero le condizioni variabilità delle caratteristiche di salinità e ossigenazione delle acque che potrebbero rendere possibile la riproduzione della specie. Infatti nel periodo riproduttivo della specie, compreso tra febbraio e marzo, le condizioni idrauliche del fiume Magra sono soddisfacenti e consentono un buon flusso di acqua dolce nel periodo invernale e primaverile, mentre durante l ’estate la penetrazione del mare porta la salinità a livelli prossimi a quella marina.
In sintesi il bacino del Vara e Magra presenta in linea generale delle ottime caratteristiche qualitative delle acque che lo rendono idoneo ad effettuare un piano di reintroduzione di organismi acquatici, pertanto il ripopolamento dello storione nell ’ambito dei fiumi Magra-Vara sulla base dei dati disponibili, avverrebbe senza alcuna modificazione delle attuali condizioni dell ’alveo, in quanto, sia mediante la reintroduzione di avannotti, sia mediante la reintroduzione di uova fecondate, non vi è necessità di effettuare alcun intervento in alveo.
Riteniamo che grazie all ’esercizio della pesca professionale e alla gestione della specie in equilibrio con le altre presenti la popolazione di storioni residenti nella zona estuariale del fiume Magra, potrebbe attestarsi intorno a un numero di circa 100-150 esemplari. Questa piccola popolazione di storioni europei, una volta costituita, rappresenterebbe l ’unico presidio nel mar Tirreno/Ligure pertanto da queste acque lo storione avrebbe la possibilità di diffondersi verso il sud, andando a colonizzare sicuramente i fiumi e le zone umide della Toscana e del Lazio. Inoltre la zona della Magra rappresenterebbe un utile punto di collegamento per lo storione europeo con l ’area più vasta della zona del delta del Rodano e le altre zone umide del Mediterraneo nord occidentale.
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