
La geologia del bacino del fiume Magra, ampio circa 1964 Kmq, è molto complessa. Per comprendere la varietà di rocce attraversate dai corsi del Vara e della Magra possiamo osservare il diverso aspetto dei ciottoli trasportati dalla corrente del fiume e depositati sulle sponde fluviali. Scopriamo così le arenarie, composte da piccoli granuli sabbia cementati assieme e che costituiscono gli alti rilievi del M. Gottero e del M. Civolaro, le serpentine, rocce vulcaniche di colore verde scuro, molto diffuse nella Val di Vara ed inoltre i rossi diaspri, i calcari, le marne ecc.
Particolarmente interessante è la serie geologica di Punta Bianca, l’estremità meridionale del promontorio del Caprione. Il nome “Punta Bianca” è dovuto alla presenza di uno spesso strato di calcare bianco, utilizzato per la sua bellezza già in epoca romana. Nei pressi di Punta Bianca affiorano le rocce più antiche della provincia della Spezia (450-350 milioni di anni fa), formate da antiche argille che hanno subito, nel tempo, un processo metamorfico.
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